Quella dell’Ippocrasso è una ricetta antica, probabilmente di origine greca. Chiamato anche vino ippocratico, vino d’erbe o vino all´assenzio, questa bevanda, ottenuta dall’infusione di numerose spezie in un vino rosso corposo, solitamente il Vermuth, vanta un gusto importante e robusto. Molto diffuso e apprezzato in tutta Europa fino al XVII secolo è stato per secoli considerato un vino medicamentoso e utilizzato come veicolo dei principi attivi medicinali. Numerosi scritti attribuiscono l’invenzione dell’Ippocrasso a Ippocrate – dal quale prenderebbe il nome. Il medico greco sarebbe stato il primo a lasciar macerare nel vino rosso, forte e ricco di zuccheri, i fiori del dittamo e dell’artemisia per ottenere una bevanda digestiva, tonificante e stimolante. La ricetta, importata dai Romani nella penisola venne arricchita con foglie di timo, rosmarino e mirto. Plinio cita spesso i vini stomachici, dotati di proprietà favorevoli all’attività dello stomaco e Discoride, medico greco contemporaneo di Nerone, raccomanda il vino di mirto per “migliorare il carattere delle donne”. Durante il Medioevo la preparazione del “vino ippocratico” conobbe i profumi e i sapori delle nuove spezie portate dai Veneziani. All’assenzio si mescolarono allora cardamomo, cannella, chiodi di garofano, mirra o rabarbaro.
Tempo di preparazione (min): 15
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