C’era una volta Viareggio…

Primo Piano | 20.03.2013 | Commenta

C’era una volta Viareggio…

C’era una volta una cittadina sul mare, nel nord della Toscana, famosa principalmente per 4 cose:
– La famosa passeggiata a mare
– Lo stile Liberty dei suoi edifici
– Il Carnevale che quest’anno compie 140 anni
– L’aver dato il natale a Mario Monicelli, Stefania Sandrelli, Marco Columbro, Marcello Lippi ed altri personaggi famosi
Viareggio sorge sulla costa del Mar Tirreno ad inizio 1800 e diventa in poco tempo luogo di villeggiatura per nobili ed artisti, tanto da raggiungere l’apice della notorietà ad inizio ‘900.
Sulla passeggiata nascono stabilimenti balneari uno accanto all’altro e sul lungo mare hotels di lusso. La Passeggiata con gli anni diventa passerella di negozi di moda tra i più belli al mondo e punto di riferimento per la presentazione delle anticipazioni delle collezioni. Chiunque desidera abitare o fare vacanza a Viareggio, che offre tutto ciò si possa desiderare: dal divertimento all’arte, dal buon cibo all’ottima accoglienza, dalla profonda spiaggia alla lunga passeggiata.
Inoltre ogni anno arriva il Carnevale, l’unico evento carnevalesco ad occuparsi di satira. Affronta con il sorriso dolorosi temi politici deridendo un po’ chi ci governa. La Toscana almeno, ogni anno attende di scoprire quali sono i politici presi di mira e la città attira folle di gente da tutta l’Italia.
Viareggio è un esempio: da piccolo centro abitato ha saputo sfruttare tutto ciò che aveva a disposizione al massimo, la sua popolazione piena di inventiva cavalca l’onda e rende la località nota e meta ambita.
Passano gli anni, il mondo si evolve e con esso in teoria anche l’Italia e la Toscana. Nascono altri luoghi di villeggiatura, magari meno storici e meno belli, ma altrettanto attraenti. La popolazione attuale non richiede più ciò che richiedeva anni addietro. Ma Viareggio fa un grande errore: non aggiornarsi e pensare di poter vivere all’infinito dei propri fasti passati.
Si inizia ad abbandonare il Tirreno per la Riviera Romagnola, si frequentano discoteche in altre zone, si dorme in hotels più economici ma nuovi, si prendono in affittano residenze estive a minor prezzo in località comunque carine, il Carnevale di Viareggio non è più così coinvolgente come prima e come quello di Venezia. Il popolo scopre il Carnevale di Ivrea, di Cento, di Putignano, …
Cosa fa il viareggino e cosa fanno le varie giunte comunali negli anni per rispondere al cambiamento della città?

I cittadini si lamentano e continuano cecamente a vantarsi della propria Passeggiata che però adesso è un ammasso di buche d’asfalto e di escrementi di cane; si vantano dei propri edifici Liberty, che però sono invecchiati notevolmente e non sono stati ristrutturati; si vantano del Carnevale che però resta spesso quasi deserto e ogni anno è a rischio chiusura per mancanza di fondi; si vantano dei personaggi che lì vi sono nati, nonostante solo alcuni di questi ancora ci vivono.
La città è invasa dai vucumprà, per cui è veramente difficile fare una passeggiata senza essere tartassati dai loro continui tentativi di vendita (di qualcosa dovranno vivere!), il famoso mercato centrale aperto 6 giorni su 7 è quasi esclusivamente in mano ai cinesi, negozi ed attività chiudono quotidianamente, la Passeggiata non rappresenta più uno status symbol, bensì è sfigurata dalla quantità di negozi appartenenti a catene in franchising che chiudono e si trasformano a rotazione, gli eventi culturali sono ridotti quasi allo zero. Anche nell’ultimo mese, solo nella parte sul mare che è ovviamente quella più turistica, sono state chiuse 3 attività appartenenti a vendita servizi e prodotti e 5 sono in procinto.
Quanto rilevato è allarmante. E’ incredibile. E’ inverosimile. Nonostante ciò esiste qualche piccola isola felice, molto felice.

Un esempio su tutti!
Da vari anni esiste un ristorantino in zona piuttosto centrale e non lontana dalla spiaggia che propone menù di pesce. I piatti sono realizzati col pescato del giorno e valore viene dato ovviamente anche a quel pesce che generalmente tutti scartano. La formula è vincente e la clientela estremamente soddisfatta.
Qual è il miracolo di questo locale? Non c’è nessun miracolo, bensì intelligenza, organizzazione, lavoro di squadra, qualità e servizio, tanto da aver portato le prenotazioni già al 2014.
Il locale è piccolo, circa 30 posti a sedere, molto accogliente e talmente ricco di souvenirs, quadri, bottiglie di vino, da avvolgerti completamente con tutti i suoi colori.
Il padrone di casa segue ogni tavolo, prende le ordinazioni, si ricorda di tutto e di tutti, propone vini che egli personalmente seleziona.
In cucina la cuoca lavora serratamente inventandosi piatti nuovi con ingredienti semplici, con cotture non elaborate, ma esaltanti. Grazie anche ai suoi aiutanti riesce a far uscire tutto con tempi perfetti per il piacere dei nostri palati che stiamo attendendo con tanta curiosità.
La cameriera si districa fra i tavoli con velocità e sempre col sorriso sulle labbra, seguendo tutti senza errori.

La padrona di casa è l’autrice dei fantastici dolci che vengono serviti su tagliere di legno a fine pasto. Anche questi sono il frutto del costante testare ingredienti nuovi e creare sapori a cui nessuno riesce a resistere.
E’ vero che Gli Amici del Gusto (questo è il nome del locale) è un piccolo ristorante, ma quante piccole attività esistono che sono comunque vuote? C’è la crisi o non c’è la crisi? Viareggio è sfortunata o disattenta?
Sicuramente il nostro paese sta passando uno dei più brutti periodi storici mai vissuti, altrettanto sicuramente tutti soffrono di questa fantomatica “crisi” di cui il semplice cittadino non è certo causa, bensì vittima, crisi a cui però in qualche modo ognuno di noi sta compartecipando.
L’esempio de Gli Amici del Gusto è comunque la dimostrazione che quando le cose vengono fatte con criterio, con onestà, con consapevolezza e competenza, i risultati arrivano indipendentemente da ciò che storicamente sta accadendo.
Il consiglio è quindi quello di rimboccarsi le maniche e tentare tutto il possibile, senza voler ambire al troppo e senza attendere passivamente che i clienti arrivino da sé.
L’altro consiglio è invece per gli avventori: entrare in un punto vendita o in un locale viareggino anche se vuoto, non facendosi condizionare da ciò. Anzi, chi rompe il ghiaccio di solito porta gli altri ad incuriosirsi e ad entrare, potendo trasformare una situazione in brevissimo tempo. Tale esperienza può rivelarsi estremamente divertente e permetterci di apprezzare la qualità, ci sono tanti ottimi ristoranti a Viareggio.
Che tutti i ristoratori si alleino perché tornino ad essere frequentati ed apprezzati. Solo facendo ciò questa città nota per il suo favoloso passato potrà recuperare almeno parte della propria economia e della propria vivacità e glielo auguriamo tutti di cuore.

Titania Style


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